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Storia di Talana

origine del nome

Alcuni storici fanno ascendere l'origine del toponimo Talana alla lingua mesopotamica ed il suo significato sarebbe "splendore del cielo". altri fanno risalire all'etrusco Thalana, divinità femminile della giovinezza.

storia di Talana

periodo

prenuragico e nuragico

Il territorio di Talana conserva numerose testimonianze del periodo prenuragico e nuragico. Tracce di vita prenuragica, Talana le ha in zona Sillacacari, nelle domus de janas che prendono il nome dalla zona. Caratteristica di queste domus è l'essere comunicanti tra loro. Per un periodo meno antico, quello nuragico, Talana possiede vari nuraghi che si elevano spesso e volentieri in luoghi alti; sono tra quelli in posizione più elevata di tutta la Sardegna: il nuraghe Odrollai è a 1173 metri d'altezza, quello del Bruncu Tortari è a 1214 metri ed altissimo quello di Bruncu Pisu Cerbu, a 1348 metri. Più agevole, ma anch'esso a 1122 metri, è il complesso nuragico di Bau 'e Tanca, a qualche chilometro dal paese, interessante ed unico per l'insolita simmetria dei nuclei che formano il villaggio. Resti di villaggi sono anche quelli di Serra e Domos e Nercone. La civiltà nuragica ha comunque lasciato oltra 15 nuraghi, anche reperti nelle tombe dei giganti di Bau 'e Tanca, Nercone e Surgu. 

storia di Talana

periodo romano

Per il periodo romano, l'unico reperto è rappresentato dal gruzzolo di un ignoto e lontano collezionista: nel 1921, in località Sogargia, vennero trovate 676 monete imperiali in bronzo di ben 145 tipi che percorrono un periodo di 30 imperatori. 
storia di Talana

dal medioevo a oggi.

L'attuale centro storico ha  origini medioevali: appartenne al Giudicato di Cagliari ed era  incluso nella curatoria dell'Ogliastra. Quando nel 1258, dopo la caduta del Giudicato, il suo territorio fu diviso fra i partecipanti alla spedizione. Talana fu incluso fra i territori toccati ai Visconti e unito al Giudicato di Gallura. Con l'estinzione di Visconti, prese ad essere amministrato direttamente dal Comune di Pisa; dopo la conquista aragonese fu incluso nel feudo concesso a Berengario Carroz. Nel 1363 entrò a far parte della Contea di Quirra e subito dopo, scoppiata la seconda guerra fra Mariano IV e Pietro IV, i suoi abitanti si ribellarono e si schierarono col giudice d'Arborea. Solo dopo la battaglia di Sanluri, nel 1410, Talana fu recuperata dai Bertran Carroz. Nei secoli successivi passò da questi ultimi a Centelles, ai Borgia, ai Català e infine agli Osorio ai quali fu riscattato nel 1838. Nel 1821 Talana fu inclusa nella provincia di Lanusei. Nel 1848 entrò a far parte della divisione amministrativa di Cagliari e nel 1859 della omonima provincia. Quando poi nel 1927 fu ricostruita la provincia di Nuoro, Talana fu compresa nel suo territorio.
storia di Talana Effettuando ricerche negli archivi troviamo citata, per l'anno 1318, sul libro (dazio), che era una odierna imposta sulle persone fisiche, Talana per i contributi versati ai Pisani figurava al decimo posto preceduta dai grandi paesi come Lanusei e Tortolì, ma anche da piccoli villaggi quali Elini ed Ilbono. Più vaghe notizie della dominazione romana ci dicono che il paese, assieme ad Urzulei, Triei, Baunei, Lotzorai, Girasole e Tortolì apparteneva alla tribù Alticense ed era una Custodia abbastanza importante tant'è che da Talana partivano diverse strade, una delle quali passava tra Villagrande e Villanova e proseguiva per altri paesi. Altre menzioni storiche ci fanno sapere che Talana fece parte del Giudicato di Gallura fin agli inizi del 1300, passò poi ai Pisani, agli Spagnoli, agli Austriaci ed infine ai Piemontesi. La fine del Giudicato di Gallura segnò per i Talanesi l'inizio di un periodo di povertà estrema che si sarebbe protratto per secoli, vivendo in autarchia, mangiando e vestendosi con quanto riuscivano a produrre. Il generale Alberto della Marmora, nel suo viaggio in Sardegna, intorno al 1830, indica che proprio nel territorio di Talana esisteva l'unica possibilità di trovare l'oro in Sardegna. Gli scavi, però, non diedero i risultati sperati: niente oro, ma vari filoni di pirite argertifera nelle miniere di Sa Mina 'e Pedra e Menga, Bacu Allu e su Cardargiu che però si esaurirono presto. I talanesi credevano e speravano in quella fantomatica ricchezza e pagarono a caro prezzo quel fallimento: la conseguente emigrazione fu fortissima ed il paese rischiò di scomparire.   

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                                   Ultimo aggiornamento venerdì 15 agosto 2008

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